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lunedì 14 luglio 2014

Madonna del Carmine 2014



Eccoci arrivati anche quest'anno alla settimana della Madonna del Carmine, una festa molto amata dai Soldanelli che ogni anno a luglio (la festa cade il 16 ma se il 16 non è domenica si festeggia la domenica successiva, quest'anno quindi il 20 luglio) si recano in Urià, dove viene celebrata la Messa domenicale e nel pomeriggio ci sono i vespri e la processione nell'oliveto.
Quest'anno la Messa pomeridiana e la processione saranno presiedute dal nuovo vescovo delle diocesi di Ventimiglia-San Remo, mons. Antonio Suetta, ma non è la prima volta che un vescovo viene in Urià, qui sotto potete vedere alcune foto "d'epoca" della festa della Madonna del Carmine, tratte dal sito soudan.it

21 luglio 1985 - Il vescovo mons. Angelo Raimondo Verardo
"incorona" la Madonna del Carmine
21 luglio 1991 - Processione col vescovo mons. Giacomo Barabino
19 luglio 1936 - La processione
22 luglio 1956 - La processione
18 luglio 1965 - Le Figlie di Maria aprono la processione
21 luglio 1974 - La processione
16 luglio 1989 - La processione
22 luglio 2012 - La processione

20 luglio 2014 - La processione

Per chi volesse maggiori informazioni sul Santuario della Madonna del Carmine di Soldano può scaricare il libro

http://www.soudan.it/testi/110anni.pdf

disponibile anche in formato .epub per Tablet, Smartphone, ebook-reader ecc.
http://www.amalberti.it/fausto/fa110anni.epub

venerdì 2 agosto 2013

Vallebona attraverso i secoli

Domenica 11 agosto 2013, alle ore 17,00, presso l'Oratorio della Natività di Maria di Vallebona, sarà presentato al pubblico il libro Vallebona attraverso i secoli, di Giuliano Magoni Rossi, edito dalla Stamperia Editoria Tiziana Brigati di Genova e realizzato a cura del Comune di Vallebona.


Nel ponderoso volume, ben 744 pagine corredate da 212 immagini, è concentrato il risultato di uno studio durato oltre 30 anni, durante i quali l’Autore ha pazientemente – e meticolosamente – raccolto una ricca documentazione su Vallebona proveniente, oltre che dagli archivi del proprio paese, in numerosi archivi (Ventimiglia, Bordighera, Perinaldo, Sanremo, Genova, Torino e Roma). Il tutto integrato da una nutrita serie di notizie raccolte "sul campo", direttamente dagli anziani del paese, che gli hanno consentito di tramandare una memoria storica che altrimenti sarebbe andata irrimediabilmente persa.


Il libro è talmente ricco di documentazione inedita che non si può descrivere in poche righe, pertanto ci limitiamo a riportare l'indice dei capitoli, lasciando ai lettori il piacere scoprirne il contenuto.
  1. Dalla Preistoria all’Epoca Napoleonica
  2. La chiesa di Vallebona
  3. La Confraternita dei Disciplinanti bianchi
  4. I luoghi del riposo eterno
  5. Le chiese campestri
  6. I nostri benefattori
  7. Acque e fontane del paese
  8. Le strade del nostro territorio
  9. Le vie interne del paese
10. Le quattro porte del paese, i sentieri del nostro territorio
      e l’antica porta del Cantone
11. I ponti sul torrente Batallo
12. Le piazze del paese
13. Usi, costumi, arti e tradizioni vallebonesi
14. Personaggi illustri giunti a Vallebona
15. Vulcani e Terremoti
16. Soprannomi e Stranomi
Un volume che non può mancare in ogni casa di Vallebona, ma che è senz’altro utile a chi vuole conoscere la storia e le tradizioni di quest’angolo di Liguria, perché un popolo che non conosce la propria storia rischia di essere spazzato via come un albero senza radici

venerdì 31 maggio 2013

Mongolfiere di carta

Domenica 2 giugno, alle ore 15 presso l'Oasi del Gusto in via XX Settembre - Imperia, presentazione informale del libro di Pierangela Fierro Trincheri e Natale Giovanni (Natalino) Trincheri:

A bocca aperta e col naso all'in sù

dopo i Vespri della festa ... 

Storia delle mongolfiere di carta dell'imperiese 


Copertina del libro

Nel quale gli autori, dopo un'accurata ricerca sul territorio, raccontano la storia e la tradizione delle mongolfiere di carta che allietavano l'uscita dalla Chiesa dopo i vespri delle più importanti feste dei paesi dell'entroterra Imperiese.
Tradizione presente anche a Soldano dove, al termine della processione della Madonna del Carmine, Pietro Maccario (Pierin) faceva volare i balui da ventu, e che è stata ripresa lo scorso anno proprio grazie agli amici di Dolcedo.

Soldano, 21 luglio 1961, I balui da ventu di Pierin (in basso a destra nella foto)

22 luglio 2012 - Grazie Natale Trincheri e all'Associazione Amici di Bellissimi
a 40 anni dall'ultimo lancio, effettuato nel 1972, ritorna il lancio delle mongolfiere
(balui da ventu) alla Madonna del Carmine.

sabato 18 maggio 2013

Proverbi di primavera

L'idea di questo post mi è venuta leggendo alcuni commenti a uno dei precedenti post sui proverbi dedicati alle stagioni.
L'anomimo commentatore scriveva:
 "Ma siamo sicuri che sia vero??? Io sono molto perplesso sulla verità di questi proverbi..."
Intanto diciamo che i proverbi si sono formati e stratificati nel corso dei secoli, anni in cui si sono susseguite stagioni calde o fredde, umide o siccitose e non dobbiamo quindi stupirci di un proverbio che dice:

Nu gh'è ni magiu è ni magiun che te fase cavà u cutiyún
o la sua variante:
Né magiu né magiun nu state a levà u pelisún
Non c'è maggio, ne fine maggio che faccia togliere i vestiti pesanti

coniato, probabilmente, in una primavera come quella di quest'anno nella quale, nonostante siamo a maggio inoltrato, fà ancora relativamente freddo e piove frequentemente e che sembra in netto contrasto con altri due che ci dicono come invece a marzo e aprile faccia già abbastanza caldo:

A marsu chi nu ha de s-carpe va des-causu, ma chi l'ha nu e lasce in cà
A marzo chi non ha le scarpe può andare scalzo, ma chi le ha non le lasci in casa
e
D'avrì a rouba a s'alansa lì
Ad aprile i vestiti si buttano lì [perché ormai iniziano le belle giornate]

che si presume siano stati eneunciati nel corso di primavere più miti.

Veduta di Soldano in primavera

Alcuni proverbi fanno pensare che, a differenza di quest'anno, in primavera le piogge non fossero abbondanti infatti si diceva:

Se nu ciöve u mese d'avrì loch'è nau u turna a murì
Se non piove il mese di aprile cosa è nato torna a morire
e
Va ciü in'aiga de magiu che u domu de Milan
Vale più un'acqua (una bella pioggia) nel mese di maggio che il duomo di Milano.

Ma se l'acqua (nella giusta quantità) era una benedizione per le coltivazioni, troppa acqua rischiava di compromettere i raccolti, infatti un proverbio dice chiaramente:

Anà d'èrba, anà de mèrda
Annata d'erba, annata cattiva
[perché se c'è molta erba vuol dire è piovuto molto e i raccolti si sono rovinati]

Comunque anche se a maggio non fa proprio caldo possiamo consolarci pensando che nell'ormai prossimo giugno (almeno stando ai proverbi) finalmente le temperature saliranno:

Magiu u l'à acatau a pelicia a sa muyè, e giügnu u se ghe l'à vendüa
Maggio ha comprato la pelliccia a sua moglie, e giugno se l'è venduta
[a giugno infatti fa caldo e non serve più]

In conclusione proverbi si rivelano in maggiore o minor misura di una certa esattezza, anche se non possiamo pretendere che tutti quelli riferiti a una stagione si addicano alla stessa stagione tutti gli anni.

Proverbi tratti dalla sezione Tradizioni del sito Soudan (Soldano)

venerdì 21 dicembre 2012

Proverbi d'inverno

Il 21 dicembre 2012, oltre a finire il mondo (ma se mi state leggendo vuol dire che non è finito), come tutti gli anni inizia l'inverno.
Oggi vi propongo alcuni proverbi tipici dell'inverno. Nei tempi passati questi proverbi costituivano un vero e proprio patrimonio culturale, molto utile alle attività agricole. L'agricoltore attraverso alcuni proverbi semplici e mnemonici ricordava, per esempio, i giorni più opportuni alle semine, o faceva previsioni atmosferiche.

Soldano - 28 dicembre 2005

Iniziamo con Natale
Natale au sù, Pašca au fögu
Natale al sole, Pasqua accanto al focolare
varianti:
Natale au fögu, Pašca au sù
Natale accanto al focolare, Pasqua al sole
Natale au barcùn, Pašca au tisùn
Natale alla finestra e Pasqua davanti a un tizzone [focolare]
morale: Se a Natale il tempo è bello, a Pasqua sarà brutto  e viceversa

Per proseguire con l'Epifania
A l'Epifania se seména a pumata tempurìa
All'Epifania si seminano i pomodori precoci

Ma i mesi più freddi sono tradizionalmente gennaio e febbraio
Sant'Antoniu gran frèidüra, San Lurènsu gran caudüra, l'ün è l'autru poncu düra
A Sant'Antonio (17 gennaio) grande freddo, a San Lorenzo (10 agosto) grande caldo, ma entrambi durano poco.

I giorni cominciano ad allungarsi e, come dicevano i nostri vecchi, quando crescono i giorni cresce anche il freddo, dopo il terribile febbraio si arriva così a marzo, quando l'inverno finalmente finisce, ma a volte anche questo mese ci riserva brutte sorprese.

A San Baštiàn in'ura è in pasu de can
A San Sebastiano (20 gennaio) le giornate si sono allungate di un'ora e qualche minuto
A San Baštiàn tüte e gayine i fan
A San Sebastiano (20 gennaio) tutte le galline fanno [iniziano a fare le uova]
Frevaretu u cürtu u l'è pègiu d'in türcu
Febbraietto il corto è peggio di un turco
[il freddo di febbraio era più temuto delle invasioni dei Turchi]
Chi vö in bon aià è in bon favà u seméne de Frevà
Chi vuole una buona raccolta di aglio e di fave, semini in febbraio

Soldano - Il grande gelo del 1956

A Candelora de l'invèrnu semu fora, ma se ciöve o tira vèntu dell'invernu semu drèntu
Alla Candelora (2 febbraio) dall'inverno siamo fuori [l'inverno è finito], ma se piove o fa vento dall'inverno siamo dentro (l'inverno continua)
Nu te ralegrà du bon tèmpu de frevà, che vegnirà marsu ch'u ta farà amaregà
Non ti rallegrare del bel tempo di febbraio, che verrà marzo che la farà pagare
De sèntu marsi nu ghe n'è ün bon
Di cento marzi non ce n'è uno buono

Proverbi tratti dalla sezione Tradizioni del sito Soudan (Soldano)

Nei prossimi mesi continueremo con i proverbi primaverili.

martedì 13 novembre 2012

Autunno: zucche in mostra

L'autunno, tra le altre cose, è la stagione delle zucche. Esistono moltissime varietà di zucche anche se dalle nostre parti si usano prevalentemente le zucche trombetta, cioè zucche lunghe (anche metri). La forma della zucca dipende dal posto dove cresce la pianta, se questa si arrampica su un pergolato e le zucche pendono restano pressoché diritte, se invece la pianta si distende a terra le zucche tendono ad arrotolarsi. una volta che la zucca è matura si raccoglie e si conserva in cantina tutto l'inverno.
Da qualche anno in varie località è invalso l'uso di mettere in mostra queste cucurbitacee. Oggi vi parlerò di due mostre che conosco bene perché sono entrambe vicine ai miei posti.
Una è quella che si svolge da ormai 26 anni a Genova-Murta, a pochi chilometri dalla mia casa genovese, in occasione della festa di San Martino, dura due settimane (quest'anno dal 10 al 18 novembre). Si tratta di una mostra a tema che cambia ogni anno, Tema di questa edizione è: Murta: andar per Zucche lungo strade, crêuze e sentieri.
Ecco alcune foto della mostra di Murta:







L'altra mostra è quella che si svolge nella prima metà di ottobre a Vallecrosia Alta (quest'anno era il 14 ottobre), che coinvolge anche i bambini delle scuole della vallata che per l'occasione preparano delle opere sul che hanno per tema la zucca. 
Ecco alcune foto della mostra di Vallecrosia Alta:






Vallecrosia - Opere sulla zucca preparate dagli alunni di Soldano

Vallecrosia - Opere sulla zucca preparate dagli alunni di Soldano

Per concludere il post vi lascio la ricetta della gustosa torta di zucca che si prepara a Soldano - tratta dalla sezione Tradizioni del sito Soudan (Soldano) - e che potrete scaricare da QUI
 

martedì 30 ottobre 2012

Proverbi d'autunno

Siamo alla fine di ottobre e arrivano le prime correnti fredde a farci rabbrividire, anche se oggi siamo molto fortunati in quanto quasi tutti abbiamo modo di scaldare (magari a caro prezzo, ma agevolmente) le nostre case, ma non è stato sempre così, anzi...
Fino a pochi decenni fa, soprattutto nei paesi, le case non avevano riscaldamento e gli unici mezzi per scaldarsi erano il camino (o addirittura il fuoco per terra all'interno della cucina) o la stufa a legna (entrambi servivano anche per cucinare). In questo modo si scaldava solo la cucina, mentre le altre stanze rimanevano fredde.
Ecco cosa dicevano i nostri vecchi, che spesso si esprimevano per proverbi, del tempo autunnale.

Soldano - Paesaggio autunnale

Si cominciava il primo novembre con:
Ai Santi u pasa in sci canti, e a çenà u l'intra in cà
Il soggetto (sottinteso) è il freddo che ai Santi (1 novembre) comuncia a farsi sentire nei punti esposti alle correnti d'aria (i canti), mentre a gennaio penetra all'interno delle case.

Si continuava poi con due proverbi dedicati alla cantina:
A San Martin u muštu u se fà vin
A San Martino (11 novembre) in mosto diventa vino
e
A San Martin se tapa u vin
A San Martino si tappa il vino.
Nel senso che l'11 novembre (giorno di San Martino) si possono chiudere i recipienti che contengono il vino  nuovo (botti e damigiane che fino ad allora erano state lasciate senza tappo, con l'apertura chiusa solo con un pezzo di carta) poiché la fermentazione è terminata e non sviluppa più gas.

Verso la fine di novembre il freddo diventa più intenso e cominciano le prime brinate mattutine:
A Santa Catarina l'aigàya a se fa brina
A Santa Caterina (25 novembre) la rugiada diventa brina.

Chiudiamo con un proverbio che è un po' previsione e un po' supersizione:
U tempu che fa a Santa Bibiana u fa pe carànta dì e ina setemana
Il tempo che fa a S. Bibiana (2 dicembre) fa per 40 giorni e una settimana.

Proverbi tratti dalla sezione Tradizioni del sito Soudan (Soldano)

Nei prossimi mesi continueremo con i proverbi invernali.

lunedì 9 aprile 2012

Pasquetta

Il lunedì dell'Angelo (comunemente chiamato Pasquetta) generalmente si trascorre insieme con parenti o amici per la classica gita "fuori porta". Se c'è il sole non può mancare il pic-nic sui prati o nei boschi, che si spera siano raggiunti a piedi dopo una sana camminata!
Ogni paese ha un posto particolare dove trascorrere la Pasquetta. A Ventimiglia, ad esempio, è tradizione andare al Santuario rupestre intitolato alla Madonna delle Virtù

Pasquetta 1951 - Ragazze di Soldano alla Madonna delle Virtù di Ventimiglia

A Soldano si fa il pic-nic nell'uliveto che si trova nei pressi del santuario della Madonna del Carmine

Pasquetta 1979 - Giovani di Soldano alla Madonna del Carmine

Mentre a Genova si va verso i forti che circondano la città.
Io a volte passo la Pasquetta a Soldano, altre volte a Genova, quando sono a Genova mi piace andare (a piedi!) al forte Diamante

Il forte Diamante visto dal forte Fratello Minore

Il Forte Diamante è la postazione che si trova più a nord tra le mura di Genova, si può raggiungere solo a piedi ed è una bella scarpinata, ma poi da lassù si gode un panorama incomparabile.

Verso il forte Diamante

E voi dove andate a Pasquetta?