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lunedì 9 luglio 2012

Prima e dopo - 3. "A funtaneta"

Oggi vedremo come era la zona della Funtaneta, chiamata così per via della fontana alla quale le persone che abitavano in quella zona del paese andavano ad attingere l'acqua quando nelle case non c'era ancora l'acqua corrente.
Nei pressi della fontana c'era (e c'è ancora seppur nascosto) un ponticello che scavalcando il rio Fullavin univa via Correntina e via Soprana.

Nella foto a sinistra si vedono bene via Soprana e via Correntina unite dal ponte
in quella di destra la stessa zona oggi, il ponte è coperto dalla tombinatura del rio Fullavin

Il rio Fullavin era un posto dove da bambini andavamo a giocare, poi negli anni '70 fu costruito un solettone che copriva il tratto del rio Fullavin compreso tra via Correntina e via Soprana, fino al vecchio ponte. In questo modo si ricavò una piazzetta evitando nel contempo che il ruscello diventasse un deposito di rifiuti; la copertura permetteva inoltre di accedere alle ultime case di via Soprana con le auto.

Anni '50, via Soprana

Col passare degli anni e l'aumento delle autovetture (con conseguente mancanza di spazi dove parcheggiare) la piazzetta inizia ad essere usata come parcheggio, anche non era stata realizzata per tale scopo. C'è quindi il pericolo che il solettone possa crollare sotto il peso delle macchine pertanto prima viene vietata la sosta e poi, alla fine del 2003, per evitare incidenti la copertura viene abbattuta e ricostruita in modo da sopportare un peso maggiore.

Abbattimento della vecchia copertura sul rio Fullavin

La nuova copertura dalla quale fa capolino il vecchio ponticello

lunedì 14 maggio 2012

Prima e dopo - 2. I "scarèi"

Continuiamo la serie del prima e dopo con alcune immagini dedicate a quella zona di Piazza Vecchia denominata i scarèi, per via della scalinata che sale verso Via San Mauro.
Questo scorcio era già stato ritratto da William Scott nel 1897 ed è una delle quattro vedute di Soldano inserite nel suo celebre libro Rock Villages of the Riviera, nel quale descrive i paesi della Liguria occidentale.

I scarei in un disegno di William Scott (1897) e in una foto di Mauro Ferrari (2007)

In questo caso, per il confronto, abbiamo usato una delle foto che Mauro Ferrari aveva scattato per conto del comune nel 2007, in altri casi useremo foto scattate appositamente per essere confrontate con quelle "antiche" anche se non è facile farle dallo stesso punto di vista in quanto la morfologia del territorio è cambiata e non sempre il punto di ripresa delle vecchie foto è accessibile.

Ancora i scarèi in una foto dei primi del '900 e una foto del 2012

lunedì 16 aprile 2012

Prima e dopo - 1. Dal cielo

Con questo post inizia la serie prima e dopo, cioè il confronto tra  alcune immagini storiche con immagini attuali, per mostrare come sia cambiato il paese nel tempo.
La prima immagine propone un confronto tra un pianta disegnata dal cartografo Matteo Vinzoni nel 1759 e una foto aerea del 2004 presa da Google Maps.

Matteo Vinzoni 1759 - Google Maps 2004

Come si può vedere, nonostante i mezzi a disposizione del cartografo non fossero neanche lontanamente comparabili con quelli attuali (soprattutto non c'era la possibilità di vedere il territorio dall'alto), la carta del 1759 risulta molto precisa.
Ma come si facevano i rilievi per disegnare le carte nel '700?
Per prima cosa il cartografo si recava sul posto e cominciava a fare una serie di ricognizioni accompagnato da uno o due indicanti.

Il cartografo (col compasso in mano) con gli indicanti.

Gli indicanti erano persone del posto che conoscevano bene il territorio e indicavano al cartografo i toponimi locali, i nomi dei proprietari dei terreni, i loro confini ecc.
Il cartografo prendeva appunti, poi misurava distanze, angoli e tutto quanto poteva essere necessario per disegnare la carta e lo scriveva su dei brogliacci.

Matteo Vinzoni - Brogliaccio di un rilievo in aperta campagna

Matteo Vinzoni - Brogliaccio di un rilievo di un centro abitato

Poi dopo aver preso tutti i dati e fatto una serie di schizzi sul campo, cominciava a disegnare una prima copia, che man mano perfezionava, e poi dopo alcune copie intermedie arrivava a disegnare la bella copia, come quella che possiamo vedere a fianco della foto aerea.