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lunedì 1 gennaio 2018

1988 - A Soldano va in scena la Festa del Rossese

Comiciamo il 2018 con un ricordo di trent'anni fa, un vecchio e raro video della Festa del Rossese di Soldano pubblicato sulla piattaforma Vimeo da Riviera Time



Per vedere il video cliccare sul link qui sotto.
1988 - A Soldano va in scena la Festa del Rossese.

BUON 2018

venerdì 12 dicembre 2014

Come eravamo - Il torneo del Saraceno - 4

Con questo post concludiamo la serie dedicata al Torneo del Saraceno del quale pubblichiamo le ultime foto.
La prima serie di foto è dedicata ad un gioco nel quale era richiesto di gonfiare, in un tempo prefissato, il maggior numero di palloncini fino ad un diametro stabilito (senza farli scoppiare). Seguono due foto dedicate ad una gara di pallacanestro e il resoconto della manifestazione apparso sulla stampa dell'epoca.

La squadra di Camporosso gonfia i palloncini

La squadra di Isolabona gonfia i palloncini
La squadra di San Biagio gonfia i palloncini
La squadra di Vallebona gonfia i palloncini
La squadra di Vallecrosia gonfia i palloncini
Mirella Maccario e Elvio Biancheri della squadra di Soldano
Vallebona alle prese con la pallacanestro

Invito chi si riconoscesse in queste foto di 43 anni fa di comunicarmelo in un commento a questo post o mandandomi una mail all'indirizzo fausto@soudan.it, allo stesso indirizzo si potranno richiedere le immagini ad una risoluzione più alta.
Comunque tutte le foto saranno poi pubblicate sul sito soudan.it

sabato 15 novembre 2014

Come eravamo - Il torneo del Saraceno - 3

Continuiamo con la pubblicazione delle foto che illustrano i giochi del Torneo del Saraceno del 28 agosto 1971.
Oggi vedremo il tiro alla fune, uno sport di origine contadina che vede due squadre che si sfidano in una prova di forza. Tra il 1900 ed il 1920 il tiro alla fune è stato uno sport olimpico. I componenti per ogni squadra variano da 5 a 8.

La squadra di Camporosso composta da: Aldo Rossi, Teodoro Turone, Gianni
Magaglio, Leo Trucchi, Sebastiano Anfosso, Laura Mencarella e Simonetta Bossa

La squadra di Isolabona composta da: Claudio Martini (Lula), Giorgio Cane,
Luciana Veziano, Elio Veziano, Angelo Maralaggia, Lionello Orrao e Patrizia Aicardi
La squadra di Rocchetta Nervina composta da: Rino Basso, Marco Ripamonti, Lino
Basso, Giampaolo e Roberto Brigasco, Margherita Basso e Anselma Boero
La squadra di Soldano composta da: Elvio Biancheri, Mirella Maccario, Rosella Viale,
Giuseppe Pirrone (Pino), Paolo Guglielmi, Ugo Soldano e Alberto Biancheri.
La squadra di Vallebona composta da: Roggero Guglielmi, Gerolamo Viale, Flavio
Rossi, Ermes Guglielmi, Sergio Amedei, Franca Aprosio, Mereide Messina
La squadra di Vallecrosia composta da: Mauro Di Liberto, Gianni Zovaglio, Pinuccio
Turone, Salvatore Mammone, Giuseppe Spitaleri, Evelina Spitaleri, Anita Piardi
Invito chi si riconoscesse in queste foto di 43 anni fa di comunicarmelo in un commento a questo post o mandandomi una mail all'indirizzo fausto@soudan.it, allo stesso indirizzo si potranno richiedere le immagini ad una risoluzione più alta.
Comunque tutte le foto saranno poi pubblicate sul sito soudan.it

venerdì 24 ottobre 2014

Come eravamo - Il torneo del Saraceno - 2

Continuiamo a pubblicare le foto del Torneo del Saraceno del 28 agosto 1971.
Il primo gioco consisteva in questo: partendo da una certa distanza, i sette componenti della squadra dovevano entrare tutti in una Cinquecento (di quelle piccole degli anni '60 come quella che vedete qui sotto!),

 
portando con loro un secchio pieno d'acqua, un grosso pneumatico e un grande pallone da spiaggia; qualcuno è uscito bagnato! Il gioco è stato vinto dalla squadra di Soldano che è riuscita a far entrare nella piccola vettura i sette concorrenti, il secchio d'acqua, il copertone ed il pallone in 8" e 8/10.
Ecco le foto di alcune squadre pronte ad infilarsi nella vettura (purtroppo abbiamo solo le foto di quattro delle sette squadre che hanno partecipato).

La squadra di Soldano composta da: Paolo Guglielmi, Ugo Soldano, Alberto Biancheri, Giuseppe Pirrone (Pino), Elvio Biancheri, Mirella Maccario e Rosella Viale
(le due ragazze non si vedono nella foto ma sono entrate nella 500)

La squadra di Isolabona composta da: Claudio Martini (Lula), Giorgio Cane, Luciana Veziano, Elio Veziano, Angelo Maralaggia, Lionello Orrao e Patrizia Aicardi
La squadra di Vallebona composta da: Roggero Guglielmi, Gerolamo Viale, Flavio Rossi, Ermes Guglielmi, Sergio Amedei, Franca Aprosio, Mereide Messina
La squadra di Vallecrosia composta da: Mauro Di Liberto, Gianni Zovaglio, Pinuccio Turone, Salvatore Mammone, Giuseppe Spitaleri, Evelina Spitaleri, Anita Piardi

Invito chi si riconoscesse in queste foto di 43 anni fa di comunicarmelo in un commento a questo post o mandandomi una mail all'indirizzo fausto@soudan.it, allo stesso indirizzo si potranno richiedere le immagini ad una risoluzione più alta.
Comunque tutte le foto saranno poi pubblicate sul sito soudan.it

domenica 12 ottobre 2014

Come eravamo - Il torneo del Saraceno - 1

Nel 1971 la "neonata" Pro Loco di Soldano, dopo il successo della IIª Sagra del Rossese, organizzava il "Torneo del Saraceno", una serie di gare che ricordavano quelle dell'allora seguitissima trasmissione televisiva "Giochi senza frontiere".

Grazie a Giulietta e Mauro Maccario (allora presidente della Pro Loco), che ci hanno fornito alcune rare foto dei giochi - svoltisi sabato 28 agosto 1971 sul campo sportivo di Soldano - ed i ritagli dei giornali dell'epoca, possiamo documentare quell'evento del quale si era quasi persa la memoria.



Iniziamo pubblicando gli articoli dei giornali e le foto dei "supportes" delle varie squadre (purtroppo non abbiamo le foto di tutte le squadre), prossimamente pubblicheremo le foto dei vari giochi del torneo.

Le supportes (oggi diremmo cheerleaders) della squadra di Soldano, da sinistra a destra:
Carla Maccario, Loredana Cassini, Piera Amalberti, Germana Maccario,
Marilena Amalberti, Nadia Amalberti, Elisa Amalberti e Claudia Taggiasco

I supportes della squadra di Camporosso.
I supportes della squadra di Vallecrosia.
Invito chi si riconoscesse in queste foto di 43 anni fa di comunicarmelo in un commento a questo post o mandandomi una mail all'indirizzo fausto@soudan.it, allo stesso indirizzo si potranno richiedere le immagini ad una risoluzione più alta.
Comunque tutte le foto saranno poi pubblicate sul sito soudan.it

domenica 3 febbraio 2013

Come eravamo - Carnevale

Si è spento da poco il fuoco di Natale e tra pochi giorni inizierà già la Quaresima.
Quest'anno con la Pasqua bassa il carnevale è più corto, il 12 febbraio sarà il martedì grasso e il 13 con le Ceneri inizierà la Quaresima.
Per questa ricorrenza vi propongo carrellata di immagini del carnevale degli anni passati (tratte dal sito Soudan.it).

Carnevale anni '30
Carnevale 1953
Carnevale 1954
Carnevale 1954
Carnevale 1959
1976 - Gruppo di Soldanelli al carnevale di Vallecrosia (nell'ex mercato dei fiori)
Carnevale 1985
Carnevale 1985

lunedì 21 gennaio 2013

C'era una festa - Sant'Agnese

Iniziamo una serie di post per ricordare le feste (religiose e non) che si facevano una volta e oggi non si fanno più. Visto che è il 21 gennaio, ricorrenza di Sant'Agnese, comiciamo da questa festa.

Soldano, 27 gennaio 1957 - Processione di Sant'Agnese (da Soudan.it)
Sant'Agnese è la santa patrona delle ragazze, se il giorno di Sant'Agnese non cadeva di domenica la festa si faceva la prima domenica dopo il 21 gennaio. Al pomeriggio, dopo i vespri domenicali, si faceva la processione con la statua di Sant'Agnese. Partendo dalla chiesa parrocchiale la processione scendeva in via IV novembre per poi immettesi in Corso Verbone (da Cruixe), attraversava piazza Vecchia per poi salire in via IX luglio (da Mergai), poi in via Soprana (dove bisognava abbassare le statue per non toccare nei bassi archivolti), infine in via Correntina e si tornava in piazza San Giovanni Battista e quindi in chiesa.

Soldano, 25 gennaio 1942 - Processione di Sant'Agnese (da Soudan.it)
Nella foto qui sopra, scattata da via San Mauro (da ringhiera), oltre alla processione che transita in corso Verbone, possiamo vedere com'era la zona di piazza Vecchia prima della copertura del torrente Verbone, il vecchio frantoio (dove oggi c'è l'ufficio postale) e il ponte, o meglio la passerella pedonale, che porta alle (poche) case del Cian. Se siete curiosi di conosce i nomi di alcuni dei partecipanti alla processione cliccate qui, se invece riconoscete qualcuno (oltre a quelli già identificati) comunicatemelo inviando una mail a fausto@soudan.it

lunedì 22 ottobre 2012

L'Osteria

«L'osteria era, fino alla metà del 1900, un tipico luogo di ritrovo serale popolare delle persone di sesso maschile; luogo di incontro e di socializzazione ha costituito per lungo tempo, uno dei pochi momenti di incontro e di scambio d'idee, in aggiunta alla Chiesa e alla piazza. Dal dopo guerra ad oggi la frequentazione di questi locali è venuta sempre meno, negli ultimi anni però si è visto un rifiorire di questi locali che stanno recuperando la loro funzione di luogo di incontro per ambo i sessi. Le osterie sorsero, come punti di ristoro, nei luoghi di passaggio o in quelli di commercio che nella fattispecie sono strade, incroci, piazze e mercati. Ben presto divennero anche luoghi d'incontro e di ritrovo, di relazioni sociali. Gli edifici, spesso poveri e dimessi, assumevano importanza in base al luogo dove sorgevano e alla vita che vi si alimentava. Il vino era l'elemento immancabile ...» da Wikipedia
A Soldano nel corso degli anni ci sono state molte osterie, bar, ristoranti ecc. ma una sola resiste da oltre cento anni. Parliamo dell'osteria che si trova sulla strada provinciale Vallecrosia-Perinaldo, sulla strada appunto, perché le osterie (come potete leggere nella definizione di Wikipedia) si trovavano nei punti di passaggio (un'altra osteria storica è quella che si trova presso il ponte di Vallecrosia Alta).
L'osteria di cui parliamo ai primi del '900 era di Fabrizio Biancheri (Frabì). Nella foto qui sotto vediamo Frabì appoggiato allo stipite della porta (con la catenella dell'orologio sul gilet); nella foto si vedono due donne sedute con un bambino in braccio, quella più a sinistra è sua moglie Rosa Maccario (Rusì) con la piccola Camilla (Camilina) in braccio, dietro il gruppo si vede l'omnibus.

Osteria di Soldano 1906 (circa)

Negli anni '50 Frabì viene affiancato dal figlio Pietro (Piè de Rusì) che poi continua nella gestione dell'osteria. Come si vede dall'insegna dipinta dal pittore Galli (da una cartolina del 1958 circa) il punto forte dell'osteria era il vino. Nella foto si vedono anche la parte terminale del rio Fullavin e i campi da bocce annessi all'osteria.


1957 - Si gioca a bocce nei campi dell'Osteria di Piè de Rusì

Nel corso degli anni l'osteria cambia più volte gestione da Irene e Egidio al genero Giuseppe (sempre puntando sul buon vino) fino ad Ernesto, ma rimane sempre un punto di ritrovo e di socializzazione dove, oltre a mangiare e bere, si può passare un po' di tempo giocando a carte (soprattutto a Belota) e raccontare anedotti dei bei tempi passati. Non solo ma (per ricollegarci al post precedente) nel 1975, proprio nell'osteria di Soldano (allora bar Irene), nasce la Società Ciclistica Rossese come si può leggere sui giornali dell'epoca

1971 - Il vecchio bancone dipinto dell'Osteria di Piè de Rusì,
riutilizzato dalla Pro Loco di Soldano

Osteria di Soldano, anni '80

Osteria di Soldano, interno con Giuseppe Valfiorito al bancone

L'Osteria di Soldano in una foto attuale

lunedì 8 ottobre 2012

Come eravamo - Nomi e soprannomi

A Soldano, come in tutti i paesi del circondario, fino al secolo scorso le omonimie erano molto frequenti, ciò era dovuto al fatto che ai figli venivano dati sempre gli stessi nomi che si ripetevano di generazione in generazione (era consuedutine dare ai figli i nomi dei nonni) e anche i cognomi più diffusi erano non più di cinque o sei. Il paese era come una grande famiglia dove le persone venivano indicate solo col nome proprio (comunque molti avevano nome e cognome uguale), così per distinguere in modo inequivocabile una persona da un'altra quasi tutti avevano un soprannome.
Il soprannome poteva essere semplicemente il nome della persona seguito dal nome di uno dei due genitori, così ad esempio abbiamo Bernà de Batì (Bernardo di Battista), Piè de Madalé (Pietro di Maddalena), Duà de Giasì (Edoardo di Giacinto), Genia d'Arturu (Eugenia di Arturo) ecc.. Ma non sempre il soprannome era quello del padre, a volte il soprannome si tramandava a figli, nipoti e pronipoti, cosi ad esempio mio nonno veniva detto Luì de Feripu (Luigi di Filippo) anche se suo padre non si chiamava Filippo ma Giacomo che a sua volta era detto Giacò de Feripu (Giacomo di Filippo) anche se suo padre non si chiamava Filippo e per trovare il capostipite Filippo bisogna risalire ancora nell'albero genealogico.
A volte i soprannomi erano dovuti alle caratteristiche della persona così ad esempio Luigì a Russa (Luigina la Rossa, per via dei capelli rossi), U Rissau / U Rissu (Il Riccio, per via dei capelli ricci),  u Mancinè (il mancino) ecc., al lavoro o alla mansione svolta qualche volta come Vitò u cantunè (Vittorio il cantoniere), u Campanà (Il campanaro), u Magiù (il maggiore), u Fante (il fante), l'Arpin (l'alpino), o del paese di provenienza come Luì de Vrigà (Luigi di Apricale, perché originario di Apricale) ecc.
Ci sono poi soprannomi vari come Aschieri, Canarò, Ciumelin, u Ciun (Ciun è un tipo di chiocciola, Helix aperta born), Dignà, U Dragu (il drago), Fasola, Giogiè (soprannome derivato da Giousè (Giuseppe), che il bambino pronunciava Giogiè da piccolo), Saganeti (nome italianizzato di una località del nord africa dove aveva combattuto da militare), u Spiciu, Tumeta ecc.

Scolaresca di Soldano (1918-1919 circa) con nomi e soprannomi da www.soudan.it

I soprannomi esistevano gia molti secoli fa, eccone alcuni tratti da documenti d'archivio:
1484 - Giovanni Gibelli di Camporosso detto Bosso 
1489 - Giacomo Gibelli di Camporosso detto Barocco 
1493 - Antonio Curto di San Biagio detto Giapon 
1494 - Giacomo Pallanca di Vallebona detto Mera 
1495 - Giovanni Gandolfo di Bordighera detto Limon 
1498 - Giacomo Aprosio di Venimiglia detto Dagnan 
1500 - Bartolomeo Curto di San Biagio detto Pecollo 
1504 - Nicola Lucca di Ventimiglia detto Scalamussa 
1505 - Giovanni Maccario di Ventimiglia detto Pescee 
1508 - Antonio Gandulfo di Camporosso detto Bodian

lunedì 24 settembre 2012

Come eravamo - La vendemmia

Settembre mese della vendemmia. La vendemmia è sempre stata una festa perché al termine di una lunga fatica si raccoglievano i frutti. La gente era allegra e nelle campagne si sentiva cantare.

La vendemmia  - 17 ottobre 1941

La vendemmia - 1956

La vendemmia durava dalla seconda metà di settembre a metà ottobre, questo perché il trasporto avveniva esclusivamente con i muli e le vigne erano a 4 / 8 viaggi di mulo dal paese, quindi con un mulo (a seconda della distanza della campagna) si riuscivano a portare in cantina dalle 4 alle 8 soumae (circa quintali) di uva al giorno.

Anni '50 - Adolfo col mulo carico in partenza per la cantina

In cantina l'uva veniva messa nella tina e schiacciata rigorosamente a piedi.

28 settembre 1970 - Mauro pesta l'uva nella tina.

In cantina c'erano botti di legno e damigiane e il vino si travasava con un tubo (trumba), nello spazio sotto le botti veniva sistemata la provvista di patate che doveva durare fino al nuovo raccolto.

Anni '60 - In cantina, si travasa il vino nelle damigiane

Cantina, botti, damigiane e ... patate.

Al giorno d'oggi invece tutto è meccanizzato, l'uva si trasporta con carriole a motore, al posto dei muli si usano automobili, furgoni e trattori.

La vendemmia con la carriola a motore

Il trasporto dell'uva col furgone

Anche la cantina non è più la stessa, per pigiare l'uva non si usano più i piedi ma la diraspapigiatrice e le botti di legno hanno lasciato il posto a tini in acciaio.

La diraspapigiatrice

Tini in acciaio inox